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Leone XIII – Pubblicazione delle opere di San Tommaso

Leone XIII

Leone XIIIIl 18 gennaio 1880, papa Leone XIII pubblica il motu proprio Placere Nobis, sulle disposizioni per la pubblicazione delle opere di San Tommaso sotto la supervisione di tre cardinali, fra cui il Card. Tommaso Zigliara op.

Tommaso Maria Zigliara (Bonifacio, 29 ottobre 1833 – Roma, 10 maggio 1893) è stato un cardinale, teologo e filosofo francese. A 18 anni entrò nell’ordine domenicano, e nel 1852 fece la sua professione religiosa.

Studiò filosofia a Roma e teologia a Perugia, dove, il 17 maggio 1856, fu ordinato presbitero dall’arcivescovo Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci (futuro papa Leone XIII). Ben presto il giovane prete venne mandato ad insegnare filosofia, dapprima a Roma, poi a Corbara nella nativa Corsica, quindi nel seminario diocesano di Viterbo (contemporaneamente era anche maestro dei novizi nel vicino convento di Gradi).

In seguito, venne chiamato a Roma e, dichiarato maestro in teologia, fu nominato professore al Collegio di San Tommaso al convento romano di Santa Maria sopra Minerva la futura Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, Angelicum. Quando, nel 1873, il governo italiano confiscò il convento, Zigliara, assieme ad altri professori e studenti, si spostò nel Collegio Francese di Roma, dove poté proseguire l’insegnamento.

Nel frattempo la fama della sua dottrina si diffondeva; tra Zigliara e il cardinale Pecci esisteva da tempo una stretta amicizia, perciò, quando quest’ultimo divenne papa nel 1878, nel suo primo concistoro lo elevò al rango di cardinale (12 maggio 1879). Zigliara venne dapprima annoverato nel numero dei cardinali-diaconi, quindi divenne cardinale-prete; nel 1893 venne infine nominato vescovo di Frascati, una delle sette sedi suburbicarie, ma, a causa della malattia che l’avrebbe portato alla morte il 10 maggio di quello stesso anno, non ricevette mai l’ordinazione episcopale.

Il Card. Zigliara fu membro di sette Congregazioni Romane, nonché prefetto della Congregazione degli Studi e co-presidente dell’Accademia di San Tommaso d’Aquino.

Uomo di profonda cultura, curò l’edizione leonina delle opere di San Tommaso d’Aquino, scrivendo il commento al primo volume. Tra le sue opere la Propaedeutica ad Sacram Theologiam e un trattato sui sacramenti, di cui fece in tempo a revisionare prima della sua morte solo le parti su battesimo e penitenza. Il lavoro maggiore di Zigliara è la Summa Philosophica, tuttora circolante e per molti anni adottata come libro di testo in parecchi seminari in Europa, Canada e Stati Uniti.

Di seguito il testo del motu proprio


 

Placere Nobis

 

Leone XIII

 

L’anno scorso, con Lettera del 15 ottobre al Cardinale Prefetto della Sacra Congregazione degli studi, significammo che Ci sarebbe piaciuto che si pubblicassero integralmente tutte le opere di San Tommaso d’Aquino. Dicemmo che il motivo di questa risoluzione era diffondere per ogni dove la singolare sapienza del Dottore Angelico, della quale non si trova quasi nulla di più adatto per reprimere le perverse opinioni dei tempi nostri, nulla di più efficace per custodire la verità. Ma poiché ora sembra opportuno mettere mano all’iniziativa, crediamo dover stabilire alcune norme che alimentino la speranza di vedere la Nostra impresa coronata dall’esito auspicato.

Anzitutto, dunque, affinché non manchi alla Nostra Alma Città questo vanto, vogliamo che l’edizione di cui sopra sia riservata alla Tipografia della Sacra Congregazione che promuove la propagazione della fede, già nota per la pubblicazione di altri volumi di un’opera commendevole e di grande mole.

A curare poi l’edizione e a presiedere l’iniziativa con speciale autorità destiniamo tre Cardinali di Santa Romana Chiesa, cioè Antonino De Luca, Prefetto della Sacra Congregazione degli studi; Giovanni Simeoni, Prefetto della Sacra Congregazione di Propaganda Fide; Tommaso Zigliara dell’Ordine di San Domenico, totalmente dedito alle discipline tomistiche ed in esse erudito. A costoro deleghiamo il diritto e il potere di stabilire e disporre in Nostro nome tutto ciò che crederanno opportuno al caso. Provvedano pertanto a che tutte e singole le opere del Dottore Angelico vengano integralmente alla luce, con l’aggiunta dei commenti dei più accreditati interpreti, cioè Tommaso de Vio Cardinale Gaetano per la Summa Theologica, e Francesco Silvestri detto il Ferrarese per la Summa contra Gentiles. Similmente abbiano cura e si adoperino a che non lasci a desiderare la miglior forma dei caratteri, la diligente correzione e ogni saggio discernimento nella scelta delle singole cose; infine stabiliscano con quale ordine e in quale tempo ogni volume debba pubblicarsi.

Quanto alle spese, Noi volentieri concorriamo con la somma di lire italiane 300 mila, che mettiamo a disposizione per sopperire a quanto occorre al presente. Per l’avvenire, poi, vogliamo che le spese siano a carico dell’erario della stessa Sacra Congregazione di Propaganda Fide, alla quale però si rifonderà dal ricavo della vendita delle copie stampate la somma che eguagli quella spesa. Se resterà qualche cosa, ordiniamo che tutto il denaro sia utilizzato per la pubblicazione delle opere di quegli scrittori che maggiormente si distinguono nell’illustrare le opere di San Tommaso d’Aquino. A quale, fra questi scrittori, convenga dare la precedenza, giudichino gli stessi Cardinali che abbiamo nominato. Notiamo soltanto che debbono preferirsi quegli scrittori la dottrina dei quali possa apportare maggiore abbondanza di frutti e sembri più conforme alle esigenze dei tempi.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 18 gennaio 1880, anno secondo del Nostro Pontificato.

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