Laicato Domenicano > Dossier Documenti > Promotore Generale del Laicato > Promotore Generale del Laicato. Una storia recente (1° Parte)

Promotore Generale del Laicato. Una storia recente (1° Parte)

Gerald Stookey - Promotore Generale del Laicato
Il Promotore Generale del Laicato è una figura a noi familiare, consueta tanto da ritenere questo ufficio presente da sempre. Eppure non è così. L'ufficio del Promotore Generale del Laicato è stato costituito da meno di vent'anni e la sua storia forse non è conosciuta da tutti. Per questo motivo vogliamo dedicarvi alcuni articoli, per portare alla memoria le motivazioni che portarono alla sua istituzione e riproporre i loro principali documenti.

Promotore Generale del Laicato. Una storia recente (1° Parte)

nella foto fr. Gerarld Strookey op, primo Promotore Generale del Laicato

Il Promotore Generale del Laicato è una figura a noi familiare, consueta tanto da ritenere questo ufficio presente da sempre. Eppure non è così. L’ufficio del Promotore Generale del Laicato è stato costituito da meno di vent’anni e la sua storia forse non è conosciuta da tutti.

Per questo motivo vogliamo dedicarvi alcuni articoli, per portare alla memoria le motivazioni che portarono alla sua istituzione e riproporre i loro principali documenti.

 

Storicamente, i frati domenicani sono stati assegnati come direttori dei laici domenicani. La funzione degli direttori è stato di aiutare i fratelli e le sorelle laiche a vivere una vita di perfezione cristiana e portare lo spirito di San Domenico per il mondo. In questo modo, il laicato ha vissuto sotto sorveglianza ecclesiastica. All’inizio, i laici fondarono delle comunità vicine a quelle dei frati per facilitarne la loro guida. A Colonia, furono fondate trentanove case, sette delle quali sulla stessa strada del convento domenicano. Nel 1286, papa Onorio IV accordò un permesso speciale al Maestro Generale per concedere ai laici domenicani il diritto di partecipare alla liturgia e ricevere i sacramenti durante l’interdetto allora vigente. Prima della concessione, il Maestro Generale aveva permesso ai terziari, che erano attaccati alle chiese domenicane, di condividere i benefici spirituali propri dell’Ordine. Nel 1405, papa Innocenzo VII approvò ufficialmente la Regola dei Fratelli e Sorelle della Penitenza di San Domenico, come erano chiamati i terziari all’epoca.

Dal  Maestro Generale Munio Zamora nel 1285, il Maestro Generale o il Provinciale, potevano nominare un frate o delegargli poteri di vigilanza per guidare i gruppi dei laici. In alcuni casi, le regole imposte erano così severe che un terziario richiedeva il permesso sia al direttore religioso sia al priore per lasciare la città natale. Ogni gruppo laico eleggeva un priore responsabile della fedeltà alla Regola del gruppo. Il direttore religioso aveva il potere di espellere i membri più problematici dopo una consultazione con gli ufficiali del capitolo. Inoltre, nel 1490, l’Ordine promulgò una nuova regola che prevedeva il governo dei laici, dal titolo Regola e ordinanze per il Terzo Ordine.

Il Consiglio del 1509 stabilì che i singoli o le comunità di terziari che avevano emesso voti di castità e indossavano l’abito domenicano, sarebbero stati sotto la giurisdizione dell’Ordine. Di solito, il priore di un convento, o il suo vicario, era nominato come loro direttore e confessore.

Dopo il Vaticano II, molti termini che si applicavano alla famiglia domenicana e il loro significato furono modificati. Il termine terziario non è più utilizzato in favore del nuovo termine famiglia domenicana, più rilevante e teologicamente corretto.

All’interno della famiglia domenicana, includiamo frati, monache, suore e laici. In realtà, apparteniamo alla stessa famiglia in virtù della nostra comune tradizione, cultura e spirito. Invece di riferirsi al sacerdote religioso o sorella come direttore, questo ufficio è ora chiamato promotore. Il nome è migliore, perché la funzione è rivolta più alla promozione che alla gestione. L’ex ufficio di priore è ora chiamato presidente.

Il presidente, insieme con il promotore, provvede che i laici domenicani abbiano la possibilità di vivere la chiamata di Dio secondo gli insegnamenti della Chiesa e dell’Ordine domenicano di questo secolo. La struttura e il governo della famiglia domenicana e della fraternita sono stati resi più flessibili e permettono ai laici di regolare in modo più efficace le loro attività alle esigenze del mondo.

La nuova Regola delle Fraternite dei Laici di San Domenico, approvata dalla Congregazione dei Religiosi e Istituti Secolare, promulgata nel gennaio 1987, è molto importante.

Non solo fornisce una direzione ai laici, ma definisce anche molte posizioni e azioni della Fraternita.

In precedenza, la funzione e i rapporti del promotore religioso con la fraternita laica non erano chiari. A volte, un promotore poteva anche svolgere il ruolo di presidente.

Ci sono state diversi ed estreme reazioni a entrambe le posizioni e ruoli. Se i responsabili laici di un capitolo sceglievano di essere passivi, tutte le attività e il governo cadevano sul promotore. In assenza del promotore, non si faceva niente. Se i responsabili laici erano troppo aggressivi o attivi, il promotore era ignorato. A volte, sorgeva una lotta di potere .

Con la nuova regola dei Domenicani Laici, i ruoli e le relazioni tra fraternita e promotore sono più chiaramente indicate. Viene ricordato che con il termine “promotore” si definisce il ruolo dei religiosi: promuovere – e non dirigere – la fraternita.

Dopo il Concilio Vaticano II e dopo il Capitolo Generale di River Forest del 1968, abolì la vecchia terminologia di primo, secondo e terzo ordine, l’attenzione e la riflessione sulla presenza del laicato nell’Ordine si è andato sempre più rafforzando.

Considerando il periodo di grande crisi, i primi sguardi sul laicato obbligarono ad affrontare un «problema concreto: nelle fraternite c’è una evidente assenza di giovani e, di conseguenza, una certa perdita di vitalità» (Capitolo di Avila, 1986, n. 85). Ma non era il solo. La nuova posizione del laicato supponeva un cambiamento culturale anche nell’Ordine, cosa non sempre facile. Rilevava fr Damian Byrne nella sua relatio di fine mandato « mi sembra che ci sia una grande quantità di inerzia tra i fratelli, quando si tratta di promuovere il laicato domenicano» (Capitolo Generale di Mexico, 1992, Relatio, pag. 227).

Al Capitolo Generale di Calaruega, nel 1995, fr. Timothy Radcliffe, allora Maestro Generale, nella Relazione sull’Ordine, a proposito del laicato si domandava: «Questo Maggio c’è stato un incontro dei rappresentanti del Laicato Domenicano delle diciotto Province Occidentali, tenuto a Varsavia. In questo meeting ci si è chiesto come l’Ordine, specialmente il Consiglio Generale, potessero supportare con più efficacia lo sviluppo del Laicato Domenicano. Abbiamo bisogno di un promotore a tempo pieno? Questo promotore dovrebbe essere un laico? Mi auguro che queste importanti domande siano discusse in questo capitolo.»

Finalmente, nel seguente Capitolo di Bologna del 1998, abbiamo la raccomandazione(n. 171) «Raccomandiamo al Maestro dell’Ordine di nominare un Promotore del Laicato, di preferenza un laico per:

    1. rappresentare il laicato a livello internazionale;
    2. aiutare a stabilire dei collegamenti fra i diversi gruppi all’interno del laicato;
    3. incoraggiare i laici a formare degli organismi regionali e continentali.»

 Nel settembre del 1999, fu nominato primo Promotore Generale del Laicato, Fr. Gerald Stookey, OP, e nella sua prima relazione al Capitolo Generale di Providence del 2001, disse onestamente: «Come previsto dal Capitolo Generale di Bologna, Atti nr. 171, era raccomandato che il Promotore Generale fosse preferibilmente un laico[…]» (Relazione del Promotore Generale del Laicato, A.3).

(Fine prima parte)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.