Promotore Generale del Laicato. Una storia recente (2° Parte)

la prima parte (nascita dell’ufficio di Promotore Generale del Laicato) è stata pubblicata giovedì 13 agosto 2015

Capitolo Generale OPDopo il Concilio Vaticano II, si sentiva il bisogno di una nuova regola o almeno di un aggiornamento della Regola del 1923: così fu approvata la terza regola nel 1964. Tuttavia, il Capitolo Generale di River Forest nel 1968, propose una quarta regola, che fu promulgata dal Maestro Aniceto Fernandez nel 1969 e approvata in via sperimentale dalla Sacra Congregazione dei Religiosi nel 1972 sotto il Titolo: “Regola delle Fraternite Laiche di San Domenico“. Con questo titolo, i riferimenti al “Terzo Ordine” scomparvero, come confermerà la legislazione del Capitolo Generale 1974 abolendo termini come Primo, Secondo e Terzo Ordine.

Infine, nel 1983, dopo la promulgazione del nuovo Codice di Diritto Canonico e il “documento di Bologna” sulla Famiglia Domenicana, il Capitolo Generale di Roma richiese al Maestro dell’Ordine di tenere un Congresso Internazionale dei Laici Domenicani per rinnovare e adattare la Regola. Il Congresso si è svolse a Montreal, in Canada, nel 1985 e fu preparata una nuova Regola. Questa, la quinta regola, gli “Statuti delle Fraternite dei laici domenicani”, è stato approvato dalla Sacra Congregazione per gli Istituti religiosi e secolari nel gennaio 1987 e promulgata dal Maestro Damian Byrne il 28 gennaio 1987.

Nella Prima Parte abbiamo già citato le difficoltà relative alla crescente autonomia che il laicato stava assumendo nell’Ordine, abbiamo visto i problemi che si creavano perché non erano chiari i rapporti fra frati, suore e laici (lo vedremo meglio con la prima relazione al Capitolo Generale di fr. Stookey op). Adesso comprendiamo come queste difficoltà fossero all’interno di un processo di ripensamento più generale della Famiglia Domenicana: vedendo aboliti i tradizionali confini fra rappresentati dai gradi dell’Ordine, sembrava di essere caduti in una massa indistinta in cui le differenze e le peculiarità veniva cancellate. I Capitoli degli anni ’70-’80 affrontarono la riorganizzazione dell’Ordine rifacendosi al carisma originario e riscoprendo un modo nuovo di essere Famiglia Domenicana rispettoso anche di tutte quelle mozioni che lo Spirito avvicinava all’Ordine.

Scrive fr. Bruno Cadoré, attuale Maestro dell’Ordine, nella lettera Il Laicato domenicano e la predicazione: «come in ogni famiglia, ci sono anche gli amici che, senza aver fatto l’opzione esplicita di questa appartenenza, condividono la missione, sia per la loro collaborazione professionale che vogliono ancorare nello spirito di S. Domenico (per esempio dei professionisti dell’insegnamento, dell’editoria, della comunicazione), sia per delle scelte di evangelizzazione (come per esempio di numerosi laici impegnati nella predicazione del Rosario secondo la tradizione domenicana). Il concetto di   famiglia domenicana, di comunione domenicana, permette di riunire tutte queste dimensioni, con le monache, i frati, le suore di vita apostolica, i membri degli Istituti secolari e delle Fraternite sacerdotali, nel nome dell’evangelizzazione, missione comune per il Regno, nel rispetto e nell’autonomia della vocazione propria di ciascuno (cfr. Documento di Bologna)».

Ancora oggi, il Documento di Bologna continua ad ispirare la Famiglia Domenicana.

Perché è così importante il Capitolo di Bologna del 1998 e il documento sulla Famiglia Domenicana (Documento di Bologna) dello stesso anno?

Gli Atti di Bologna, al Capitolo V trattano della “Famiglia Domenicana”: famiglia in generale, monache, movimenti e gruppi “affiliati” e i rapporti fra loro e con l’Ordine. All’inizio si rileva la confusione creatasi con i termini “Ordine dei Predicatori” e “Famiglia Domenicana” usati come sinonimi. Il Capitolo chiede di definire meglio il significato e la distinzione.

«147. In questi ultimi anni, i titoli Ordine dei Predicatori e Famiglia Domenicana sono stati spesso utilizzati senza distinzione. Questi due concetti descrivono la realtà domenicana secondo due prospettive differenti. Crediamo che sia giunto il momento di chiarire queste realtà in modo che tutti i rami della famiglia domenicana possano raggiungere una comprensione reciproca e una comune accettazione

Finalmente, dopo 26 articoli, giungiamo, senza indicazioni o motivazioni preliminari alla raccomandazione.

«Raccomandiamo al Maestro dell’Ordine di nominare un Promotore del Laicato, di preferenza un laico per:

    1. rappresentare il laicato a livello internazionale;
    2. aiutare a stabilire dei collegamenti fra i diversi gruppi all’interno del laicato;
    3. incoraggiare i laici a formare degli organismi regionali e continentali.»

Bologna sembra rappresentare un punto di non ritorno, la definitiva riscrittura dell’Ordine per affrontare le nuove sfide della post modernità. Riscrivendo i rapporti e gli equilibri interni ecco nascere anche nuovi ruoli e modificarne quelli esistenti. Per questo motivo diamo la possibilità di scaricare il Documento di Bologna in italiano, secondo la nostra traduzione.

Scaricare il Documento di Bologna in italiano

Download Bologna Document in english

 (Fine seconda parte)

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