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Saggio storico sul Laicato (3° Parte)


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Saggio storico sul Laicato (3° Parte)

Fr Domenico M. Abbrescia op è l”autore del libro “Laici Domenicani” pubblicato nel lontano 1989 dalla Nicolini Editori. Il libro è un testo fondamentale per conoscere il laicato domenicano e contiene un Saggio Storico sul Laicato Domenicano che illumina la creatività e l”attenzione amorevole dell”Ordine verso i laici e le laiche. Ne pubblichiamo la terza parte.

La prima parte, pubblicata il 1° Aprile, può essere letta su Saggio storico sul Laicato (1° Parte)
La seconda parte, pubblicata il 2 Aprile, può essere letta su Saggio storico sul Laicato (2° Parte)

questo testo va ad inserirsi nel numero degli articoli dedicato alla storia del laicato domenicano. Ricordiamo:

Le Fraternite Laiche Domenicane, prima e dopo il Concilio Vaticano II pubblicata il 15 marzo 2016
La nascita dell’ufficio di Promotore Generale del Laicato pubblicata giovedì 13 agosto 2015
Il “Documento di Bologna” come fondamento del Laicato e della Famiglia Domenicana pubblicata martedì 18 agosto 2015
Prima relazione del Promotore Generale al Congresso di Providence, 2001 pubblicata sabato 22 agosto 2015
Relazione del Promotore Generale del Laicato Domenicano al Capitolo Generale di Cracovia, Polonia, 2004 pubblicata 24 agosto 2015

 


 

Il Barocco (sec. XVII)

Il primo ad effettuare un vero rinnovamento nell”ambito del Terz”Ordine, nello spirito del Concilio di Trento, in Francia, è Sebastien Michaelis (+ 1618): il suo progetto non coinvolge solo le singole Terziarie, ma le comunità di Terziarie: una nuova tipologia, dunque.

Per queste Fraternite Michaelis stende un documento, falsamente detto Regola del Terz’ordine di P. Michaelis, perché la Regola in vigore è sempre quella di Muñio de Zamora: il documento di Michaelis è solo un Direttorio, in cui egli, sensibile ai segni dei tempi, tiene conto dell”incipiente emancipazione della donna.

Frattanto un suo discepolo, Jacques de la Palu, pubblica con molto successo, la Vita di S. Caterina da Siena del b. Raimondo da Capua: Caterina diventa cosi il simbolo di rinnovamento. Le comunità rianimate e riformate non si chiamano Fraternite, ma Congregations de Sainte Catherine de Sienne, e le Terziarie si considerano ad un tempo figlie di S. Domenico e di S. Caterina da Siena.

Michaelis inizia la riforma forse a Toulouse (1599), ma presto tutta la Francia è costellata di Congregations de Sainte Catherine, aperte ad ogni ceto sociale di donne, al di sopra del classismo, caratteristico dell”epoca barocca.

A Toulouse le terziarie sono le prime ad organizzare l”assistenza sanitaria agli ammalati in senso professionale presso l’ospedale. S. Vincenzo de” Paoli entra a contatto con queste visitatrici e infermiere, e non è improbabile che a Parigi nel fondare le Dames de Charité si sia ispirato anche alle Terziarie di Toulouse.

Le terziarie rivelano una grande attività e si fanno promotrici di iniziative sociali.

A Parigi M.me Marie Lumague (+1657) fonda l’Institut de la Providence per giovani: per la vita interiore Marie si fa guidare da P. François Mespolié op, per i suoi servizi sociali si fa consigliare da S. Vincenzo de’ Paoli, che la pone a fianco di S. Luisa de Marillae come collaboratrice.

Sempre a Parigi M.me Marie Madeleine de Combé (1656-1692), una calvinista convertita, fonda la Maison du Bon Pasteur.

A Limoges Léonarde Mercier (+ 1651) fonda l”ospedale di Saint-Alexis, mentre ad Albi l’arcivescovo incarica M. Anne de la Roque (+ 1673) della direzione dell”ospedale.

Cosi anche M.me de Borret, M.me de Gargas, Catherine de Tossian, Marie de Blondeau (+ 1635), Marie Paret (1636- 1674), Guillemette Manoulié (+ 1706) fondano case per donne pentite, per orfani, per giovani; modellandosi su S. Caterina organizzano visite e assistenza ai carcerati, vere pioniere di opere sociali moderne.

Dovremmo ancora segnalare: Catherine d”Aussonne (1569-1647), Anne Bernardeau (1640-1680), Marie Deymes (1651-1679), Exprite Jossaud de Jésus (1628-1658).

Chiudiamo la rassegna francese ricordando un grande terziario di questo periodo, Jean Jacques Olier (+1657), il fondatore dei Seminari di Saint Sulpice.

Ma anche in Spagna e nelle zone di cultura spagnola il Terz”Ordine rifiorisce prodigiosamente.

In Spagna da segnalare due mistiche: Ursula Aguir (1554-1608), figlia spirituale di S. Ludovico Beltran, stimmatizzata e Speranza Dolz (1567-1638), una contemplativa guidata spiritualmente dal famoso predicatore Jeronimo Lanuza.

La terziaria emblematica di tutto il ‘600 e S. ROSA DA LIMA (1586-1617), degna emula di Caterina da Siena: la vita e la morte di questa giovane trentenne scuote profondamente soprattutto il mondo culturale spagnolo fino alle Filippine. È la patrona delle Americhe.

Legati a S. Rosa sono molti terziari e molte terziarie, perché, come S. Caterina, diventa a sua volta uno schema di riferimento. Fra questi ricordiamo: Juan de Castillo (+ 1635), il medico e docente universitario che dall”autorità ecclesiastica è stato incaricato di esaminarla, poi, per influsso della giovane domenicana è entrato nel Terz”Ordine e prima di morire chiede di essere sepolto accanto a Rosa. Sulla scia di S. Rosa si muovono anche la mistica peruviana Feliciana di Gesù (+ 1664) e la convertita Giovanna Margherita di Gesù che muore a 22 anni.

Sempre in Sudamerica da ricordare Maria Ramos (+ 1612), la veggente di Chiquinquirà che sarà all”origine del santuario di Maria del Rosario di Chiquinquirà, la Patrona della Colombia.

Lo stesso anno della scomparsa di Rosa da Lima (1617) esplode una terribile persecuzione in Giappone dove da alcuni anni operano i missionari domenicani spagnoli: la persecuzione si protrarrà per molti anni, e la santa collina di Nagasaki, la collina dei martiri, diventa un rogo allucinante (1617- 1637), in cui non si risparmiano neppure i bambini. Migliaia i martiri, ma soltanto una minoranza è sugli altari.

Nel 1867 Pio IX ha beatificato 205 martiri, e di questi diversi i Terziari, e Giovanni Paolo II ha posto sugli altari altri martiri del Giappone.

Anche in Italia si opera un forte incremento del Terz’Ordine, con accentuazione dell”aspetto mistico più che apostolico organizzato come in Francia. Si ricordano ancora: Angela della Pace (1610-1662), stimmatizzata; Teresa Bernucci (1623-1656), che riceve il matrimonio mistico come S. Caterina da Siena; Lucia Gonzalez (1617- 1648), una giovane stimmatizzata e amica di S. Giuseppe

da Copertino; Francesca M. Furia (1571-1645), dotata di visioni estatiche e di stimmate. Sono diversi i casi di Terziarie che si fanno promotrici e fondatrici di nuove comunità claustrali domenicane: Giulia Cicarelli (1532-1621), Caterina Paluzzi (1571-1645) e altre.

Fra i martiri d’Irlanda vi sono anche delle Terziarie domenicane: Margherita di Cashel (1647), Onoria di Burgo (+1653), Onoria di Magan (+ 1653).

 

Preilluminismo e Illuminismo (sec. XVIIi)

Sono evidenti in questo secolo: il periodo del preilluminismo, il periodo dell’Illumismo vero e proprio, il periodo della Rivoluzione Francese.

Nel periodo del preilluminismo, il periodo in cui cominciano ad infiltrarsi dall”Inghilterra nell”Europa continentale le idee dissolvitrici che porteranno alla Rivoluzione francese, il clima è analogo a quello del ”600: ne è come il prolungamento: la situazione del Terz’Ordine è sempre buona, anche se in certi paesi permane un certo pietismo accentuato senza una grande apertura apostolica.

In Spagna da segnalare: Josefa Berride (1658-1717), un’estatica eccezionale; Maria Casilda (+ 1750), una stimmatizzata; Caterina di S. Giuseppe (1696-1776), apostola di Siviglia.

Nelle Filippine, che sono sotto l”influsso politico e culturale della Spagna, da rilevare Juan de Escaño y Cordoba (+ 1710), generale della flotta mercantile, grande animatore del Terz”Ordine a Manila.

In Italia figura di primo piano è Rosa Fialetta Fialetti (1663-1717), una terziaria eccezionale (rapimenti, visioni, estasi, matrimonio mistico, ecc.) che esercita una certa influenza spirituale nella Venezia frivola del ”700.

È in Francia che il Terz”Ordine è maggiormente fiorente, e prosegue il cliché attivo e apostolico del ”600.

In primo piano il grande apostolo del Rosario: San Luigi Grignion de Montfort (+1716), che con la devozione mariana domenicana tenta di mantenere fedele la Francia; Catherine Therese Phelis, la santa di Valfleury, come è chiamata, vittima di riparazione e di espiazione (+ 1705); Benoite Rencurel (1647-1718), la veggente del Laus, fedele custode del Buon Incontro, che per tutto il ”700 è il santuario più venerato d”Europa dopo quello di Loreto.

Sopra tutti emerge Marie Poussepin (1655-1744), terziaria poi consacrata, operaia della divina Provvidenza che con un gruppo di altre Terziarie da inizio alla prima Congregazione domenicana femminile di vita apostolica, ponendosi anche in linea con i grandi apostoli della carità del ”6O0 e del ”700.

Tra le Terziarie isolate vanno segnalate due grandi figure del tempo:

  • La polacca Maria Clementina Sobieska (1703-1755), nipote dell’eroe della battaglia di Vienna (1683), Giovanni III re di Polonia, e moglie dell”infelice Giacomo III Stuart, regina d”Inghilterra. Su sua espressa volontà viene rivestita dell’abito domenicano e viene sepolta in S. Pietro di Roma. In occasione della sua morte Tommaso Ripoll, Maestro (1726-1747), invia una commossa circolare a tutto l”Ordine;
  •  L”italiana Rosa Govone (1716-1776), le cui iniziative di carattere sociale nel Piemonte attirano l”attenzione anche di paesi esteri, mentre Niccolò Tommaseo le dedica una commossa composizione poetica.

Nel 1789 esplode la Rivoluzione francese: l”Ordine scompare totalmente dalla Francia, ma non le Fraternite, di cui diverse sopravvivono nella clandestinità.

La Rivoluzione miete molte vittime tra le terziarie: sono sarta, terziaria, sorella del Terz’Ordine Domenicano, si presenta una di esse ai giudici popolari, Barbara Jago, della Fraternita di Morlaix; Perrine-Eugenie Demaret (+ 1794), operaia che viene ghigliottinata a Brest. Particolarmente coraggiosa è Catherine Jarrige (1754-1836), che ritenendo sua missione salvare i sacerdoti perseguitati, ne diventa segreta protettrice pagando spesso di persona con la prigionia, rischiando più volte la morte.

Vittime incruenti della Rivoluzione sono anche Maria Clotilde Adelaide Savenia Borbone-di Savoia (1759-1802), sorella di Luigi XVI, ultimo re di Francia finito sulla ghigliottina, e sposa di Carlo Emanuele IV di Savoia (1751- 1819), re di Sardegna, ambedue terziari; cosi anche Ferdinando I di Borbone (1751-1819), duca di Parma, quasi certamente avvelenato da sicari francesi.

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