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Saggio storico sul Laicato (5° Parte)

Fr Domenico M. Abbrescia op è l’autore del libro “Laici Domenicani” pubblicato nel lontano 1989 dalla Nicolini Editori. Il libro è un testo fondamentale per conoscere il laicato domenicano e contiene un Saggio Storico sul Laicato Domenicano che illumina la creatività e l’attenzione amorevole dell’Ordine verso i laici e le laiche. Ne pubblichiamo la quinta parte.

La prima parte, pubblicata il 1° Aprile, può essere letta su Saggio storico sul Laicato (1° Parte)
La seconda parte, pubblicata il 2 Aprile, può essere letta su Saggio storico sul Laicato (2° Parte)
La terza parte, pubblicata il 3 Aprile, può essere letta su Saggio storico sul Laicato (3° Parte)
La quarta parte, pubblicata il 6 Aprile, può essere letta su Saggio storico sul Laicato (4° Parte)

questo testo va ad inserirsi nel numero degli articoli dedicato alla storia del laicato domenicano. Ricordiamo:

Le Fraternite Laiche Domenicane, prima e dopo il Concilio Vaticano II pubblicata il 15 marzo 2016
La nascita dell’ufficio di Promotore Generale del Laicato pubblicata giovedì 13 agosto 2015
Il “Documento di Bologna” come fondamento del Laicato e della Famiglia Domenicana pubblicata martedì 18 agosto 2015
Prima relazione del Promotore Generale al Congresso di Providence, 2001 pubblicata sabato 22 agosto 2015
Relazione del Promotore Generale del Laicato Domenicano al Capitolo Generale di Cracovia, Polonia, 2004 pubblicata 24 agosto 2015

 


Il Secolo XX
Un periodo estremamente ricco, ma anche fortemente critico: luci e ombre si alternano, fase ascensionale e fase revisionistica. Ci sembrano abbastanza evidenti certe linee di demarcazione cronologica, e non soltanto cronologica, che mettono in rilievo gli alti e bassi del Terz’Ordine domenicano:
– il periodo prebellico (1900-1914)
– Guerra e dopo-guerra (1914-1923)
– il pontificato di Pio XI (1923-1939)
– il pontificato di Pio XII (1939-1958)
– da Giovanni XXIII a Paolo VI: il Vaticano II (1962-1965)
– il postconcilio (1965-1985)

– IL PERIODO PREBELLICO (1900-1914)
Un grande apostolo silenzioso ma efficiente del Terz’Ordine, agli inizi del secolo, è Hyacinthe Cormier soprattutto quando viene eletto Maestro deIl’Ordine (1904-1916). Accoglie nel Terz’Ordine molte personalità laiche ed ecclesiastiche: ricordiamo soltanto ms. Agnese Mc Laren (1837-1913), la prima donna europea laureata in medicina, proveniente dall’Anglicanesimo; il M° Licinio Refice (1885-1954), musicista di fama internazionale…
Alcuni nomi di terziari insigni in Italia: Ermelinda Carravieri (1883-1908), una Terziaria poi consacrata nel monastero di S. Agnese di Bologna, il cui Diario ricorda da vicino la Storia di un’anima di S. Teresa di Lisieux per la trasparenza della sua vita interiore; don Giacomo Alberione (1884-1971), il fondatore della Famiglia Paolina, l’editrice di Famiglia cristiana; Maria Cristina Giustiniani-Bandini (1866-1959), che ispirandosi a S. Caterina da Siena fonda l’Unione delle Donne Cattoliche; il card. Giacomo della Chiesa, arcivescovo di Bologna, poi papa con il nome di Benedetto XV.
In questo clima di ascesa ha inizio in Italia e in Francia l’era dei Congressi del Terz’Ordine (1913), segno di un’incipiente presa di coscienza critica da parte anche dei Terziari.

– GUERRA E DOPOGUERRA (1914-1923)
Lo scoppio della prima Guerra mondiale (1914-1918) interrompe l’ascesa del Terz’Ordine. Durante il conflitto emergono due insigni Terziari, caduti sul fronte di guerra: lo scrittore convertito Ernest Psichari (1883-1914), noto in Francia e all’estero, nipote di Ernest Renan, e Guido Negri (1888- 1916), noto in Italia come il capitano santo. Ad essi vanno accomunati, anche se di statura meno evidente, il milanese Giulio Salmoiraghi (+1915) e il romano Raffaele Solari (+ 19 1 5).

Con il conflitto è strettamente collegata la Rivoluzione Russa. Proprio mentre a Mosca infuria la bufera bolscevica, ha luogo l’allucinante avventura di due Terziari moscoviti, Anna Ivanovna Abrikosova e Vladimir Abrikosov, coniugi: nati nella religione ortodossa, si convertono al Cattolicesimo dopo aver letto il Dialogo di S. Caterina da Siena; entrano nel Terz’Ordine, ma poi si separano per consacrarsi totalmente al Signore. Vladimir si fa sacerdote secolare, mentre Anna Ivanovna con un gruppo di altre convertite dall’ortodossia fonda una comunità di Terziarie regolari Domenicane, e con loro esplica attività ecumenica a Mosca operando anche delle conversioni: tra gli altri, si converte anche la moglie del filosofo russo Berdjaev. In uno slancio mistico le 17 suore domenicane si offrono vittime di riparazione per la Russia, e subito dopo le Terziarie regolari vengono scoperte, arrestate, e disperse (gran parte in Siberia), ma proseguendo l’apostolato anche in campo di concentramento vengono per questo massacrate. Anna Ivanovna muore a Mosca, lontana dalle sue suore, di cui ignora il destino (+1936), mentre Vladimir mandato in esilio muore in Francia.

In Italia nell’immediato dopoguerra il Terziario don Luigi Sturzo (1871-1959) fonda il Partito Popolare Italiano, antenato dell’attuale Democrazia Cristiana, attorniato da aderenti, di cui diversi a loro volta sono Terziari: Giovanni Battista Paganuzzi (1841-1923), Giovanni Grosoli Pironi (1859-1937), poi senatore; Antonino Anile (1869-1943), poi Ministro della Pubblica Istruzione; Igino Giordani (1894-1980); Remo Vigorelli (1893-1977), ecc.

Un alone di euforia si diffonde nel Terz’ordine soprattutto in Italia con il pontificato di Benedetto XV (1916-1922), Giacomo della Chiesa, Terziario domenicano. Vi concorre lo stesso pontefice che in più occasioni fa riferimento alla sua appartenenza al Terz’Ordine. Il documento più significativo in tal senso è certamente quello del 6.9.1919, Che merita di essere riferito:

In mezzo gravi pericoli che da ogni parte insidiano la fede e la morale del popolo cristiano, è dovere Nostro di salvaguardare i fedeli, additando ad essi quei mezzi di santità che Ci appariscono come i più utili ed opportuni, per la difesa e per il loro progresso.
Tra questi mezzi ravvisiamo ess ere uno dei più cospicui, più agevoli e più sicuri il TERZ’ORDINE DOMENICANO, the il glorioso patriarca Domenico di Guzman, conoscitore delle insidie del mondo non meno che dei salutari rimedi derivanti dalle divine dottrine del Vangelo, ebbe l’ispirazione di istituire, affinché in questa sua figliolanza ogni classe di persona trovasse come appagare il desiderio di una vita più perfetta.
Esortiamo pertanto i fedeli di tutto il mondo a non trascurare l’eco tuttora bellamente risonante della voce tante volte secolare e sempre provvidenziale del sapiente Fondatore; per il Nostro ufficio di fautori della salute delle anime li invitiamo a raccogliersi sotto il sacro vessillo del Terz’Ordine di S. Domenico, adorno di tanti fiori di virtù, ma illustrate in particolar maniera dalle due preziose gemme di santità Caterina da Siena e Rosa da Lima.
Ed a tutti gli ascritti allo stesso Terz’Ordine, presenti e futuri, impartiamo di cuore l’Apostolica Benedizione, pegno della paterna Nostra benevolenza, arra di celesti favori, ed auspicio di salvezza.

Dal Vaticano, li 6 settembre 1919
BENEDICTUS PP. XV

Di questi anni da segnalare due ferventi Terziarie: Lena Palazzo (1870- 1921) e Luigia Pavese Dufour (1840-1920).

– IL PONTIFICATO DI PIO XI (1922-1939)
Il nuovo clima creato da Pio XI, il Papa dell’Azione Cattolica, porta anche nel Terz’Ordine come un soffio di giovinezza: si opera infatti come un connubio tacito fra Terz’Ordine e Azione Cattolica, che diventa come il leit-motiv negli incontri, nei congressi, un po‘ in tutti i paesi europei ed extraeuropei.
Un evento importante nel 1923: in seguito alla riforma del Codice di Diritto Canonico (1917), il Maestro dell’Ordine, Ludovico Theissling, (1916-1925), promulga il testo della nuova Regola aggiornata al nuovo Codice: Regola del Terz’Ordine Secolare di S. Domenico. Emergono subito alcune novità:
Scompare la dizione Terz’Ordine della Penitenza e appare la dicitura Terz’Ordine secolare.

La Regola risponde alle esigenze del nuovo Codice, ma non risponde ai segni dei tempi, perché resta fedele allo spirito della Regola di Muñio de Zamora, che ha l’invidiabile età di 620 anni!

In effetti possiamo datare con tale promulgazione l’inizio della crisi della Regola, che si protrarrà fino agli anni ’80.

In Italia sono strettamente legati con l’Azione Cattolica molti dei Terziari impegnati. Ne ricordiamo solo alcuni dei più prestigiosi:

  • Pier Giorgio Frassati (1901-1925), la cui biografia scuote il mondo giovanile cattolico, che vede in lui il simbolo della propria generazione;
  • Igino Righetti (1904-1939), che con Giovanni Battista Montini (poi Paolo VI) dà inizio al Movimento dei Laureati Cattolici;
  • Pietro Lizier (1896- 1973), Presidente della FUCI (1924-25), e del Movimento Laureati Cattolici (1941-45);
  • Aldo Moro (1916-1978), Presidente della FUCI, l’uomo politico che tutti conosciamo per i fatti drammatici che l’hanno coinvolto.

Nel 1928 una lieta notizia onora il Terz’Ordine: una Terziaria della Norvegia, Sigrid Undset (1882-1949), riceve il Premio Nobel per la letteratura. Anche il Municipio di Oslo le offre un proprio premio, e la Undset va a deporre il premio del Municipio ai piedi della Madonna, il mattino dopo, nella sua chiesa domenicana di Oslo.
Oltre alla Undset, però, vanno segnalati altri due Premi Nobel di Terziari domenicani argentini: Carlos Saavedra Lamas, Premio Nobel per la Pace (1936) e Bernardo Alberto Houssay, Premio Nobel per la medicina (1947)).

In Germania da segnalare un trittico che fa molto onore al Terz’Ordine: il cancelliere Wilhelm Cuno (1876-1933); l’insigne teologo Franz Diekamp (1864-1943); Martin Grabmarm (1875-1949), uno dei grandi medievalisti di questo secolo.

In Francia si compie un bel connubio fra Scoutismo e Terz’Ordine, in cui entrano diversi dirigenti di rilievo, grazie alle iniziative dei domenicani francesi.

In Libano emerge Emile Edde, moglie del Presidente.

In America emerge un gruppo qualificato di Terziarie e Terziari: in Canada, Dina Bélanger (1897- 1929), poi religiosa (suor Maria di S. Cecilia di Roma), nota per le sue memorie mistiche scoperte dopo la sua morte; in USA, Rosa Lathrop Hawthorne (1851-1926), che stupisce e commuove tutta New York per la sua grande dedizione ai cancerosi, e più ancora quando si consacra al Signore con alcune Terziarie; in Colombia, Antonio José Uribe, Ministro degli Esteri.

Nel 1936 sono Terziari almeno 75 vescovi e 11 cardinali , e fra questi ultimi anche il card. Eugenio Pacelli, poi papa con il nome di Pio XII (1939-1958).

Nello stesso anno 1936 esplode la Guerra civile in Spagna: non possiamo non ricordare con ammirazione anche i diversi Terziari che hanno subito il martirio spargendo il proprio sangue per Cristo: Fructuoso Pérez Marquez (+ 1936), Miguel Peirò Victori (+ 1956), ecc. .

In Spagna: la giovane sedicenne Maria Jesùs Arbizu y Perez (1908-1924), che chiede a S. Teresa di Lisieux e ottiene di morire come lei giovane: desidero morire cosi, giovane e domenicana;
Maria Teresa Garcia Gonzalez (1908-1952), apostola attiva a Barcellona e mistica silenziosa e riceve, tra l’altro, il dono delle stimmate prima visibili, poi invisibili.
In Inghilterra il Terz’Ordine presenta l’interessante esperienza di Ditchling, dove opera la comunità di S. Giuseppe e S. Domenico, compiuta da un gruppo di Terziari domenicani. Vi predomina la figura complessa di Eric Gill (+ 1940) artista, filosofo, promotore della giustizia sociale, scrittore. Con Eric Gill è in relazione anche Andrea Sebastiano Raffalovich (1865 c. – 1934), un Terziario di origine russa, noto come giornalista e romanziere, letterato e sonettista. Per molti anni leader della comunità di Ditchling è Valentino Kilbride (+ 1985).
Vanno ancora ricordati della stessa comunità Hilary Douglas Pepler e David Janes (+ 1974), pittore e poeta, la cui opera è stata paragonata a quella di Ezra Pound.
Da segnalare anche miss Doratea Snell (+ 193 2), infermiera di fama internazionale, convertita dall’Anglicanesimo.

Un discorso a parte merita l’Italia perché vi prosegue una certa ascesa del Terz’Ordine.
Merita particolare attenzione il gruppo calabrese laicale domenicano, in cui molta parte ha p. Antonino Luddi (1859-1931), animatore di un movimento regionale vero e proprio laicale domenicano, in cui emergono Antonietta Mariotti Tripepi (1891-1974), Agata Nesci (1850-1931), e Maria Pennisi di S. Margherita (1880-1965).

Un centro molto valido, con riverberi nazionali, è la Fraternita di S. Maria sopra Minerva a Roma, con una storia a sé molto vasta. Non possiamo che ricordare solo alcuni nomi di maggiore rilievo:

  • Ada Kruch (1892-1933), conferenziera apprezzata anche all’estero;
  • la contessa Maria di Carpegna (1851-1938), fondatrice a Roma delle Conferenze femminili di S. Vincenzo de’ Paoli;
  • Maria Guidi Vinaccia (+1940), autrice apprezzata di libri per la gioventù;
  • Emilia De Sanctis Rosmini (+ 1947), la cui Vita di S. Caterina da Siena è stata accolta favorevolmente anche dalla critica ufficiale (1930);
  • Maria Aloisi Carrara (+ 1951), che fa della propria casa un cenacolo di cultura e di apostolato;
  • Rosa Borghini (1883-1956), attivissima apostola cateriniana;
  • Giuseppe Armellini (1887-1958), astronomo noto in tutto il mondo;
  • Mario Felice Bianchi (1885-1966), l’animatore laico più ardente e attivo del movimento cateriniano italiano, con la sua signora, Vittoria Cervini Bianchi (1887-1982), anima squisitamente cateriniana;
  • Igino Giordani (1894-1980), uno dei laici italiani più prestigiosi e più attivi per la Chiesa, inseritosi poi nel movimento dei Focolarini, che lo considerano uno dei loro fondatori.

Nel resto della penisola ricordiamo:

  • a Bologna Assunta Viscardi (1890-1947), fondatrice della Pia Opera di S. Domenico;
  • a Faenza (RA) Lucia Spada (1851-1950), ideatrice e iniziatrice di opere religiose e sociali veramente benefiche;
  • a Lucca Eugenio Lazzareschi (1882- 1949), un attento e devoto studioso di storia domenicana;
  • a Prato (FI) Giuseppina Grassi (1895-1950), una maestra dalla vita spirituale trasparente e profonda;
  • a Bari Teodora Fracasso (1901-1927), che dalla Fraternita domenicana passa al Carmelo (suor Elia di S. Clemente) rivelandosi come una seconda Teresa di Lisieux;
  • ad Altamura (BA) Teresa Simone (1914-1945), passa dalla Fraternita domenicana al monastero delle Clarisse (suor Maria Celina dell’Immacolata) dove vive una vita eccezionale di consacrazione, come appare dai suoi scritti;
  • a Napoli Anastasia Ilario (1859- 1954), analfabeta, ma dotata di doni spirituali eccezionali, detta la santarella di Posillipo;
  • ad Acireale (CT) Margherita Cristaudo (1910-1950), un’anima spiritualmente trasparente che nel silenzio vive la sua vita come immolazione;

Un’artenzione particolare merita il trittico mistico, i cui componenti sono ognuno un centro di irradiazione spirituale:

  • a Camaiore (LU) Giulia Barsanti (1874-1945), amica della b. Elena Guerra (1855-1914), e di S. Gemma Galgani (1878-1905), e come lei mistica della Passione, figlia spirituale del santo vescovo di Arezzo mons. Giovanni Volpi (1860-1951), a sua volta fervente terziario domenicano;
  • a Roma Giuseppina Berettoni (1875- 1927), il cui ricordo e l’irradiazione apostolica perdurano ancora in molte anime;
  • a Corato (BA) Luisa Piccareta (1865-1947), grande e silenziosa mistica della sofferenza e apostola del Divino Volere.

Chiudiamo la rassegna italiana con due sacerdoti ferventi Terziari:

  • a Firenze don Giulio Facibeni (1884- 1958), il grande apostolo della Madonnina del Grappa;
  • a Cerignola (FG) don Antonio Palladino (1881-1926), dalla cui Fraternita, da lui amorevolmente diretta, sgorgano due Congregazioni femminili domenicane, fondate rispettivamente dalle Terziarie Ripalta Vasciaveo (1896-1941), e Filomena Colucci (1887-1976).

Ad essi fa degna corona il Santo vescovo di Arezzo, mons. Giovanni Volpi (1860-1931), che vuole dirigere personalmente la Fraternita laica domenicana aretina, che sotto la sua guida diventa un cenacolo spirituale attivo e fiorente.

– IL PONTIFICATO DI PIO XII (1939-58).
LA 2‘ GUERRA MONDIALE (1940-45)
Uno dei primi atti di Pio XII è stata la dichiarazione di S. Caterina da Siena Patrona d’Italia (1939), un evento memorabile per il Terz’Ordine domenicano, e non soltanto italiano.
Nello stesso anno scoppia la Guerra, che chiede vittime anche al Terz’Ordine: in Belgio l’eroe nazionale Walthére Dewé (+ 1944) cade vittima del Nazismo; cosi in Francia l’ amabile Suzanne Mélot (+ 1944). Degli italiani da ricordare Giovanni Dotta (1912-1940), sottotenente d’aviazione, le cui lettere ancora testimoniano la sua vita spirituale e domenicana.

È durante la guerra che la francese Ruth Libermann (+ 1962) fonda l’Associazione internazionale delle Assistenti sociali; il pittore di fama internazionale, l’italiano Felice Carena (1898-1963) entra nel Terz’Ordine presso S. Marco di Firenze.

Si fa strada, frattanto, nelle coscienze dei terziari un’autocritica sulla identità del Terz’Ordine.
Già negli anni ’30 Igino Giordani denuncia la sottovalutazione del Laicato da parte della Chiesa.
Nel 1940 Aldo Moro (+ 1978), allora presidente della FUCI, al Congresso di Roma sottolinea l’urgenza dell’adeguamento del Terz’Ordine alla situazione contemporanea.
Nel 1948 p. Genovois op tenendo presenti, forse, gli studi determinanti di P. Yves Congar sul Laicato e il malessere generale, parla già di Laicato domenicano e non più di Terz’Ordine.
Nel 1958 Marie Françoise Carron de la Carriére (+ 1971) al Congresso di Roma prelude già alla concezione del Vaticano II.

Si passa cosi dalla crisi all’esperimento, almeno in certe zone: si creano forme nuove domenicane, che vanno al di la della Regola tradizionale: nel 1962 in Francia tengono il primo incontro congressuale le Equipes Saint-Dominique, e movimenti analoghi si formano in USA, in Canada, in Italia, ecc.
A poco o nulla approdano i vari Congressi nazionali in Europa e in America: finalmente prendono atto del malessere del Terz’Ordine e dell’urgenza di rinnovamento i Capitoli generali di Caleruega (1958) e di Bologna (1961).
Alla vigilia del Vaticano II (1962) la situazione e contradditoria: in alcune zone (Francia, USA, Canada, Italia) si verificano già quelle che saranno le prospettive del Vaticano II; in altre zone, invece, si vegeta in uno stanco pietismo tradizionale senza sbocchi apostolici comunitari.

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