Fraternita AngelicumDal mese di ottobre, la fraternita di “S. Caterina da Siena” di Roma sarà ospitata presso la Pontificia Università “San Tommaso d’Aquino – Angelicum” (PUST).
Si consolida in questo modo una collaborazione fra il laicato e l’Angelicum iniziata con la nomina di p. G. Marco Salvati op, Professore Ordinario di Teologia Dogmatica alla PUST e preside dell’ISSR “Mater Ecclesiae“, ad assistente della fraternita nel 2012.

La presenza dei laici domenicani nei locali dell’Università è un’opportunità per sperimentare una collaborazione umana e culturale anche nella vita quotidiana, dove l’incontro informale può essere l’occasione di un dialogo su temi accademici o di attualità.

Infatti, come la Chiesa anche l’Ordine respira con due polmoni. Il primo è quello della progressiva conoscenza dell’immutabile rivelazione. Il secondo è lo studio dei segni teologici dei tempi per comprendere le esigenze contingenti dell’uomo.
In questa maniera, la predicazione rimane attuale ed efficace dando risposte con un linguaggio comprensibile all’uomo moderno.

All’arrivo della fraternita, il priore, fr. Glenn Morris op, ha rivolto un breve discorso di benvenuto a tutta la fraternita mentre fr Rui Lopes op, promotore generale del laicato, ha aperto l’incontro con un breve discorso, ricordando come il cambiamento (in questo caso della sede) è anche un riprendere la via, il cammino e all’Angelicum è nella dimensione dello studio.
Ha augurato che questo cambiamento sia per tutto il laicato e non solo per quello della fraternita e ha ricordato come il Maestro Generale, per questo anno Giubilare, abbia chiesto principalmente un cambiamento interiore, una conversione al carisma domenicano.
Dopo 800 anni siamo chiamati a dire nuovamente “Ora ricominciamo”, senza sentirsi appagato o rassegnati ma rinnovando l’impegno alla realizzazione del carisma domenicano nella nostra condizione laicale.

Alcune foto dell’incontro sono disponibili sulla nostra pagina Facebook

Il Presidente della fraternita, Ugo Borrelli, e l’Assistente, p. G. Marco Salvati op, ci parlano della storia della fraternita e di come sia nata questa collaborazione.

Presidente, quando è nata la fraternita?
La Fraternita, che allora si chiamava Terzo Ordine Domenicano Femminile nacque all’incirca negli 1964-1965 grazie all’iniziativa di Padre Domenico Di Donna. Sulla scia delle esperienze oratoriali, volle costituire un settore giovanile del Terzo ordine Domenicano con le allieve che frequentavano l’Istituto dove lui insegnava Religione. Da un esiguo numero di una ventina di allieve ad una moltitudine che superava di gran lunga il centinaio il passo fu breve. Quando le giovanissime allieve divennero ragazze e poi donne, a loro si aggiunsero prima i fidanzati e poi i mariti (come il sottoscritto). Questo Gruppo dette vita ad una serie iniziative che ne consacrarono la bontà degli intenti ed il raggiungimento di alcuni obiettivi molto importanti che ne caratterizzarono la vita.

Come è continuata la fraternita dopo p. Lidonni?
Dopo la scomparsa di Padre Di Donna nel 1995 il Gruppo ebbe un giustificato momento di sbandamento. Grazie alla tenacia della prima “Priora” Letizia Martoriati si superò la cristi. Letizia ha avuto anche il merito di aver saputo traslocare dalla storica sede di Santa Maria sopra Minerva a quella di San Sisto i componenti il Terzo Ordine Giovanile. Grazie al Padre Valentino Ferrari fu possibile riaggregare lentamente, intorno alla Fraternita, nuovi elementi che hanno saputo portare una ventata di giovanile vigore.

Dopo p. Valentino, entra nella fraternita p. Salvati. Ci racconta come lo avete conosciuto e come è cambiata la fraternita dopo il suo ingresso
Questo se mi consente è un avvenimento che ascrivo alla mia faccia tosta. Durante un Convegno Domenicano, credo svoltosi a Sassone (NdR: Convegno di Formazione Provinciale, Ottobre 2012, Sassone vicino Roma. P. Salvati tenne una relazione su “La virtù della fede”) al termine di un suo dotto intervento, il buon padre Salvati ebbe la “sfortuna” di venirsi a sedere vicino a me, in fondo alla sala. Mentre ascoltavo gli altri interventi, ripensavo alle parole di p. Salvati ed alla chiarezza con la quale aveva espresso concetti complessi ma che dalla sua bocca uscivano con frasi semplici, comprensibili anche a chi non aveva affatto dimestichezza con l’argomento. Dissi a me stesso: «P. Salvati sarebbe proprio l’Assistente Spirituale ad hoc per la nostra Fraternita». Al termine del Convegno , ripeto “con sfrontatezza”, gli chiesi «scusi ma Lei la Domenica come la passa?»Al suo atteggiamento interrogativo aggiunsi «ci sarebbe un gruppo di Laici che sono rimasti orfani del loro Padre spirituale e ne cercano uno…giusto giusto come Lei!». Il seguito credo sia inutile ricordarlo….

Come nasce l’idea di spostarvi all’Angelicum?
L’idea di spostarci all’Angelicum non nasce da alcun motivo critico. Purtroppo il Convento di San Sisto è ubicato al centro di Roma e soprattutto vicino allo stadio Comunale delle Terme di Caracalla, sede costante di manifestazioni sportive o popolari (feste, raduni, cortei…) (NdR.: il Convento “Casa Madre” delle Suore Domenicane Missionarie di S. Sisto, è vicino al Circo Massimo). Per questo motivo abbiamo più volte dovuto ricorrere a spostamenti di orari e di date con notevole nocumento per la continuità delle nostre iniziative e dei nostri incontri. Ottenuto il via libera dal Priore dell’Angelicum e previa informazione dei nostri superiori, si è deciso il passaggio definitivo. Vorrei cogliere questa occasione pubblica, per rinnovare i ringraziamenti della Fraternita alle care suore di San Sisto e per la loro Madre Superiora, ci hanno sempre accolto con cortesia, con educazione e soprattutto con quello spirito che anima la fratellanza nel nome di San Domenico.

 

All’assistente p. Salvati op domandiamo:

P. Salvati, qual è stato il suo primo approccio con il laicato?
L’incontro con i Laici Domenicani costituisce per me una consuetudine ‘antica’, nel senso che fin dagli anni della mia formazione alla vita religiosa domenicana e sacerdotale, ho vissuto in Comunità che ospitavano le Fraternite Laiche, con le quali noi Religiosi condividevamo momenti di preghiera e di riflessione. Dopo l’ordinazione sacerdotale e con l’inizio del mio impegno di ricerca e insegnamento della teologia, in molteplici occasioni sono stato coinvolto in eventi di riflessione o di celebrazione liturgica organizzati dai Laici Domenicani di diverse città italiane.
Dal 2012, su invito dell’allora Provinciale OP dell’Italia Centrale, il P. Daniele Cara, ho accettato l’impegno di Assistente della Fraternita “Santa Caterina da Siena” di Roma, iniziando così un’esperienza nuova e interessante della mia vita e del mio ministero; un’esperienza che mi ha dato e continua a darmi l’opportunità di vivere con gli appartenenti a questa Fraternita momenti di studio, di preghiera, di collaborazione in progetti comuni, nonché di convivialità, serenità e amicizia.

Come vive il suo ruolo nella fraternita?
La presenza nella Comunità laicale domenicana costituisce per me un’occasione speciale per condividere con gli amici e fratelli laici domenicani che vi appartengono, anzitutto il mio ministero sacerdotale; ciò si realizza in modo speciale quando iniziamo o concludiamo i nostri incontri con la celebrazione eucaristica, con la quale testimoniamo una convinzione fondamentale: l’Eucarestia è “fonte e vertice” di tutta la vita della Chiesa e, di conseguenza, dell’Ordine Domenicano e di quanti ne fanno parte. Inoltre, metto al servizio della Fraternita le mie competenze teologiche, maturate con lo studio e l’insegnamento, che da non pochi anni costituiscono il mio impegno principale nella Comunità dell’Angelicum.

Quali sono i motivi che l’hanno convinta ad accogliere la fraternita all’Angelicum?
Proprio perché credo nella speciale missione svolta dall’Angelicum nell’Ordine, ho coltivato fin dall’inizio della mia presenza nella Fraternita la speranza che un giorno i nostri incontri o qualche altra attività comune potessero realizzarsi proprio nel luogo di residenza della mia Comunità religiosa di appartenenza, quella dell’Angelicum, appunto. Sono diversi i motivi che ‘alimentavano’ il mio desiderio.

Il primo: la possibilità di sperimentare più facilmente la cattolicità della Chiesa e dell’Ordine. La presenza simultanea di Confratelli provenienti da tante Nazioni del mondo, la varietà dei ‘volti’ dei Confratelli che è possibile incrociare in questa speciale ‘casa’ domenicana, fa toccare con mano la ricchezza di culture, di storie, di sensibilità raggiunte e conquistate da Cristo e da Domenico; l’Angelicum, in quanto Comunità internazionale, composta da Frati di diversa età e provenienza, dà un’idea concreta della ‘freschezza’ del Vangelo e dell’ideale di Domenico per gli uomini del nostro tempo, qualunque ne sia l’origine, la cultura, l’età.

All’Angelicum – ecco il secondo motivo – il primato della Parola suscita un triplice impegno: conoscere la ricchezza della Rivelazione e di tutto quello che da Essa è scaturito, ossia il patrimonio della fede professata dalla Chiesa e del pensiero filosofico che ad essa si ispira; scoprire, con Tommaso d’Aquino, la centralità di Cristo nel progetto del Dio trino, che ama e salva le proprie creature; gustare, alla scuola del Dottore Angelico, la bellezza dell’esperienza di Dio e la sua capacità di promuovere la dignità dell’uomo, la fraternità e una presenza significativa nella storia. Ritrovarsi in una Comunità di Frati al servizio di questo triplice impegno mi sembra costituisca un’opportunità di grande rilievo per i Laici Domenicani.

Il terzo motivo è costituito dalla maggiore possibilità che l’Angelicum offre di percepire il volto ‘plurale’ dell’Ordine dei Predicatori. Come si sa, il complesso architettonico nasce quale casa di una Comunità claustrale (dei SS. Domenico e Sisto), nel XVI secolo; esso fu voluto come nuovo luogo di residenza delle Monache che un tempo vivevano in San Sisto Vecchio. Confiscato dalla Stato dopo l’unità d’Italia, il Convento viene riacquistato dall’Ordine nel 1927 e ristrutturato al fine di ospitare tanto il Collegio ‘Angelicum’ (in cui si insegnavano la teologia, la filosofia e il diritto canonico), quanto la Comunità dei Frati impegnati al suo servizio. Diventato Università Pontificia nel 1963, l’Angelicum ha curato la formazione e ha avuto quali collaboratori nell’insegnamento non pochi Laici; questi ultimi, ai nostri giorni, continuano a costituire una parte rilevante dell’Ateneo, sia in qualità di Docenti, sia in qualità di Studenti: quasi a mostrare visibilmente lo spazio e l’importanza che l’Ordine di Domenico riserva al laicato.

I confratelli e i professori come potranno reagire a questa novità?
Sulla base di quest’ultima constatazione, presumo che i Confratelli della Comunità dell’Angelicum vivranno con piacere la presenza di una FLD. Tra l’altro, molti di loro hanno avuto e tuttora hanno consuetudine con Religiose e Laici domenicani; inoltre, in tutto l’Ordine va consolidandosi la consapevolezza che Domenico ha affidato il proprio progetto alla Famiglia dei suoi figli: Monache, Suore, Frati e Laici.

Quali opportunità spera si realizzino?
Nutro la speranza che questo contatto ‘fisico’ della Fraternita “Santa Caterina da Siena” con la bella realtà dell’Angelicum possa incentivare il desiderio dello studio quale via privilegiata per vivere l’impegno della ‘contemplazione’, che Domenico ha voluto quale premessa indispensabile per la realizzazione della sempre giovane missione della sancta praedicatio.

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