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Il sonno dell’anatra: cercare Dio nel riposo.

anatra dorme

Con l’approssimarsi dell’estate, si avverte più impellente il bisogno di riposare e di allontanare gli affanni e le preoccupazioni di un anno di lavoro. Lo facciamo così bene che talvolta allontaniamo anche Dio. Questo articolo ci ricorda la necessità di L’articolo Duck Sleep (il sonno dell’anitra) è di fr Simon Teller, O.P. ed è stato pubblicato sulla rivista “Domenicana

Vi siete mai chiesti perché dormite male la prima notte lontano da casa? La neuroscienza ha la risposta e ha a che fare con le anatre.

Un’anatra selvatica può far riposare una metà del cervello alla volta. Secondo uno studio ornitologico, quando un’anatra dorme in un ambiente ostile, tiene aperto un occhio per stare all’erta dai predatori e un occhio chiuso per un piccola dormite. Quando gli scienziati hanno esaminato i comportamenti neurologici di una di queste anatre semi-dormite, hanno scoperto che il lato del cervello che controlla l’occhio aperto dell’anatra aveva “livelli di attività di un uccello sveglio”, mentre l’altro lato aveva “onde cerebrali caratteristiche del sonno”.Anche con una metà del cervello addormentato, l’anatra era ancora all’erta, reagendo alle immagini dei predatori in meno di un secondo. Altri uccelli, come la  grande fregata , usano la stessa tecnica per far riposare una metà del cervello alla volta e “dormire volando” durante i loro voli transoceanici. Per i nostri amici piumati, la capacità di rimanere vigili anche durante i periodi di riposo è cruciale per la loro sopravvivenza.

Potete dormire anche con metà del cervello. Con ogni probabilità, lo fate ogni volta che dormite in un posto nuovo. Si chiama ” Effetto Prima Notte“. La prima notte in cui dormite in luoghi sconosciuti o sospetti (come un motel sporco o il divano estraibile della prozia), il vostro cervello entra in “modalità anatra”: il lato sinistro continua a vigilare mentre riposa il lato destro. Come l’anatra, avete un istinto biologico a mantenere la vigilanza quando vi sentite in un ambiente non sicuro.

Normalmente, non ci preoccupiamo di “tenere tutto sotto controllo” quando dormiamo. Per noi, la notte non è piena di paure incontrollate e predatori assetati di sangue. Ma mentre il nostro bisogno biologico di attenzione costante è diminuito, il nostro bisogno di vigilanza spirituale è sempre urgente:  Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare.  (1 Pt 5: 8).

Durante la frenesia delle attività quotidiane della vita, possiamo addormentarci di fronte alle realtà spirituali. Da un lato, questo ci rende vulnerabili agli attacchi. Siamo come le anatre (sedute) a questo riguardo. Se dormiamo con “entrambi gli occhi chiusi” sulla realtà del Diavolo, della tentazione e del peccato, ci stiamo mettendo in pericolo. Ogni cristiano ha bisogno di vigilare costantemente contro il nemico e tenere gli occhi aperti contro chi si aggira in giro cercando di condurci in tentazione.

Ma la vigilanza spirituale non consiste solo nell’evitare il nemico. Si tratta principalmente di cercare Cristo, mantenendo una parte della nostra anima sempre alla ricerca del suo amore provvidenziale, perché Cristo stesso vigila per noi. La Scrittura pone Dio come prima sentinella, ponendo la sua azione protettrice come  condizione sine qua non  per una vigilanza produttiva:  Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.  (Sal 127,1-2).

La nostra vocazione di cristiani è di vigilare con Cristo. A differenza della vigilanza nel sonno dell’anatra che produce l’ “Effetto Prima Notte”, mantenere lo sguardo su Cristo non farà diventare stanchi e bramosi di un caffè carismatico il mattino dopo. Sebbene il trambusto della giornata lavorativa possa allontanare i nostri pensieri da Dio, dovremmo sforzarci – come i germani – per mantenere una metà della nostra mente aperta alla presenza del divino. Più viviamo con la consapevolezza dell’amore di Dio, più saremo rinvigoriti dalla vita di Cristo. Come possiamo farlo? Attraverso gli atti di fede. Una semplice pratica è fare un atto di fede nella guida intima e provvidenziale di Dio su tutte le cose: “Credo che tu sia qui in questo momento, Signore. Credo che tu abbia il controllo”. Con il raccoglimento pieno di fede, possiamo avvertire l’amore di Dio in qualsiasi ambiente, mantenendo, nei nostri cuori, un occhio aperto per salutare lo Sposo quando viene.

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