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Chi è il profeta e qual è la sua funzione?

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Proponiamo l’articolo «Chi  è il profeta e qual è la sua funzione?» di Anisoara Tatar, Consigliere Provinciale dei Laici Domenicani della Provincia, pubblicato sul sito dei Frati di Provincia il 24 Febbraio 2018.

Chi è il profeta e qual è la sua funzione?Nel Nuovo Testamento, Giovanni Battista si definisce “la voce di uno che grida”, dando cosi la definizione del profeta; essere voce. La Parola non è della voce, questa deve soltanto renderla udibile. Ma quando la parola incontra il desiderio dell’anima il timbro della voce acquista una particolare risonanza. Cosa dice il profeta gridando? Egli parla perché ha fatto esperienza di Dio. Tale esperienza avviene attraverso una rivelazione che comporta parola e immagine. L’evangelista Luca presenta il Battista come predicatore itinerante, maestro di preghiera e annunciatore di esigenze morali, quelle che lui stesso praticava con una vita ascetica.

La sua voce autorevole è legittimata e modellata dalla Parola che annuncia, dal messaggio che porta nelle realtà concrete e dai gesti che compie. Da queste prime battute si può capire le caratteristiche specifiche del profeta; egli è una persona chiamata a porre in atto una determinata missione; è colui che vede, che coglie un fatto nella sua integrità e lo interpreta alla luce della fede; è colui che trasmette al popolo il messaggio che ha ricevuto e lo fa con tutta la sua libertà, intelligenza e con le sue caratteristiche tipicamente umane.

E’ un mediatore credibile perché la fonte della sua attività profetica è la Parola e lo Spirito di Verità, che hanno un valore dinamico, carichi di conoscenza e creatività. L’ascolto da parte del profeta è fondamentale; oggetto di questo ascolto è la missione con la quale si identifica in prima persona. Dunque, il profeta è chiamato a svolgere la funzione di colui che corregge il popolo, che scava nel cuore dell’uomo per verificare il suo rapporto con Dio che porta alla trasformazione del cuore.

Un’altra modalità attraverso cui il profeta svolge la sua attività sono le azioni simboliche. Di questi esempi ne troviamo nel Antico Testamento in Ezechiele, Geremia, etc. ; a questi uomini il Signore chiede di compiere dei gesti che di per se potevano essere considerati assurdi e contro corrente (egli svolge il suo ministero nel pieno periodo dell’esilio Babilonese), ma che contenevano un messaggio di cui poi il profeta svelerà al popolo il senso pieno.

Alla luce di quanto si è detto, nasce una domanda spontanea; oggi, nel 2018, chi è il profeta? La nostra società ha bisogno di profeti oppure ne fa a meno? A questi interrogativi rispondo con le parole del Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 785; “il popolo santo di Dio partecipa alla funzione profetica di Cristo. Ciò soprattutto per il senso soprannaturale di fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo modo”.

Da queste poche righe si comprende che il profeta di oggi è il popolo dei battezzati, che partecipano della funzione profetica di Cristo

Anisoara Tatar, O.P.
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