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Primo Incontro Provinciale di Formazione

Incontro Provinciale di Formazione

L’Incontro Provinciale di Formazione, tenutosi dal 30 novembre al 2 dicembre presso la Congregazione delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena a Roma, ha visto la grande partecipazione dei membri in formazione (ben 26, provenienti dalle fraternite di Siena, Cagliari, Iolo, Pisa, Roma Angelicum e Roma Minerva) e la presenza di Maro Botica, membro del Consiglio Europeo del Laicato, e fr Rui Lopes op, Promotore Generale del Laicato. L’incontro è stato organizzato dal Consiglio Provinciale e condotto dal Presidente Provinciale, Massimiliano Zonza, dal Promotore Provinciale, fr. Antonio Cocolicchio op, della Responsabile della Formazione, Anna Tatar, e dal Responsabile della Comunicazione, Edoardo Mattei.

Incontro Provinciale Formazione 2018Il titolo, “Alla sorgente della vita domenicana”, è stato sviluppato su quattro grandi temi: discernimento, studio, preghiera e predicazione. I lavori, cadenzati dalla liturgia – messa, lodi mattutine, ora media, Angelus, vespri, compieta – si sono svolti sia con lavori di gruppo (postulanti con Anna Tatar, novizi con Massimiliano Zonza e professi con Edoardo Mattei, mentre fr Antonio Cocolicchio op si è suddiviso fra i gruppi) sia con lavori individuali basati su un questionario personalizzato per ogni tappa di formazione.  I formandi hanno anche avuto colloqui personali con fr Antonio Cocolicchio op e fr Rui Lopes op. Alla conclusione di queste giornate, sono emersi alcuni spunti di riflessione che meritano di essere considerati attentamente.

Il primo aspetto, ribadito dai formatori ed accolto, se non proprio reclamato, dai formandi, è la necessità di vivere un’autentica vocazione domenicana. I laici in formazione pretendono, giustamente, di non essere considerati «persone di buona volontà che si impegnano nel tempo libero» o un gruppo parrocchiale di supporto al presbiterio, ma di ricevere una formazione umana, spirituale, intellettuale ed apostolica che li porti alla piena partecipazione del carisma domenicano.

È quindi fondamentale un’attenta opera di discernimento nell’accettare nuovi ingressi: occorre verificare, prima di tutto, la qualità umana del candidato, il suo equilibrio emotivo per accettare di essere guidati in un percorso in cui si affronteranno rinunce e conquiste, consolazioni e desolazioni. La formazione spirituale deve permettere l’ingresso in una dinamica dove la preghiera, la contemplazione ed i sacramenti hanno un ruolo importante senza cedere alla tentazione di diventare monaci o trascurare gli impegni specifici dello stato laicale. Lo studio e la formazione intellettuale dovranno apparire mezzi anziché fini, strumenti per la comprensione dei segni dei tempi sia per la formazione spirituale che per la predicazione. Infatti, non molti avranno necessità di studiare la Summa ma tutti dovranno sapere almeno quali sono gli elementi che caratterizzano il tomismo. L’apostolato, il maggior polo di attrazione, è pensato in una dinamica integrale piuttosto che un’attività a se stante o autosufficiente. C’è vero apostolato solo in presenza di una struttura umana equilibrata, di intimità con Dio, di comprensione della Rivelazione che possa suggerire vicinanza piena di carità e accompagnamento fraterno.

Il secondo aspetto è la gioia per questo incontro. Come già emerso nel Consiglio Provinciale allargato ai Presidenti di Fraternita ed ai Maestri di Formazione, questi incontri permettono di stringere dei legami fra le fraternite, i membri ed il Consiglio Provinciale, così da sperimentare e fare esperienza dell’appartenenza ad una famiglia dove si vive con un cuor solo ed un’anima sola. Certamente non è un risultato che si ottiene organizzando semplicemente un incontro, ma è frutto del lavoro continuo intrapreso da questo Consiglio e dal Promotore Provinciale. La sensibilità dell’attuale governo laicale ai segni dei tempi ha una conferma nel recente Congresso Internazionale, in cui l’Assemblea ha votato all’unanimità la proposta di istituire, in ogni Consiglio Provinciale, un Responsabile della Comunicazione e un Responsabile della Formazione. Questo Consiglio, dal suo insediamento, si era già dotato delle due funzioni in anticipo sui tempi.

Non facciamoci ingannare, esistono ancora tante difficoltà da risolvere e tanto lavoro da fare. Laddove la vita laica domenicana è risultata impossibile, le fraternite sono state sospese e spostate nelle vicinanze. Si lamenta la scarsità di assistenti religiosi (i frati non hanno il dono dell’ubiquità, purtroppo), la qualità non sempre sufficiente delle Adunanze, l’invecchiamento del laicato e la difficoltà (o la stanchezza) di attuare il progetto Provinciale.

È confortante, però, che nei primi sei mesi di vita, il Consiglio abbia dimostrato desiderio e capacità  di stringersi intorno a questo “resto di Israele” (una dozzina di fraternite con non più di 150 membri) riuscendo a capirne urgenze ed aspettative e ricevendo in cambio fiducia e incoraggiamento.

Questa ritrovata sintonia ci spinge a vedere il futuro con la fiducia dei Figli di Dio e riscoprire lo spirito di Domenico che, nella Pentecoste del 1217, comunicò ai suoi frati, riuniti in capitolo a Saint-Romain, l’intenzione di disperderli nel mondo nonostante il loro esiguo numero. Preghiamo perché il laicato, così debole, sia capace di essere un buon lievito come lo sono stati i nostri confratelli della prima ora.

 

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