Doctor CommunisLa prima parte della regola Domenicana, come dicemmo e’ la seguente:

Honeste vivere -vivere onestamente-.

Insegna l’Amico di tutte le ore Tommaso d’Aquino che <<dire onesto è lo stesso che dire degno di onore. E questo è lo stesso che dire virtù. >>(Summa Theol., II-II, q.145, a.1, c.).

Ora, il Laico Domenicano deve vivere onestamente non soltanto con sé stesso e con Dio, ma anche col suo prossimo.  I rapporti col prossimo sono regolati da due virtù: prima, la giustizia che è sempre ad alterum -cioè principia ad esistere soltanto laddove esistono rapporti con gli altri-;  seconda, la carità che ama il prossimo per amore di Dio.

Una delle più diffuse offese alla giustizia è la mormorazione che consiste nel dire male del prossimo a sua insaputa, con il logico effetto di infrangere l’ honeste vivere.

Contraria al disonorevole vizio della mormorazione è la virtù della correzione fraterna. Essa non soltanto non infrange l’honeste vivere, ma anzi lo salda ordinatamente, perchè è capace di rendere degno di onore il rapporto col prossimo, pur in condizioni difficilissime, quando, cioè,  il prossimo ha recato offesa a noi, a sé,  agli altri.

L’atto della correzione fraterna, riguardando i rapporti con gli uguali, con i Superiori, con le Persone di uno stato di vita inferiore, ad. es. i Collaboratori subalterni,  risulta preziosissimo ed altrettanto delicato ed arduo.

Il Doctor Communis, Tommaso d’Aquino, ci dischiude il suo tesoro in una questione di otto articoli, che ogni uomo retta ragione troverà vivificante. Tale questione è suggerita ai Laici Domenicani , Che al pari dei Padri potranno distinguersi come Veri operatori di pace, proprio a motivo di questa mirabile Dottrina. La questione è la 33 della seconda parte della seconda parte della Somma Teologica.

Seguiamo Tommaso d’Aquino, il suo pensiero conquisterà le nostre menti;  ed i nostri rapporti col prossimo, pur nei casi più aspri, diverranno densi di Amore virile e Vero.

Gianni Pinna