Laici con MaestroIl laico nella Chiesa

Il termine “laico” deriva dal greco “laos” che significa “popolo”. Nei primi tempi del cristianesimo il termine è usato per indicare il “popolo di Dio”, cioè i credenti, per distinguerli dai non credenti. In seguito il termine è usato per indicare, nella Chiesa, i battezzati non chierici, per distinguerli dai chierici.
Tutti i battezzati, in quanto sono incorporati a Cristo, mediante il battesimo, sono partecipi del suo ufficio “sacerdotale, profetico e regale” e perciò sono partecipi del suo mistero di salvezza e della missione salvifica della Chiesa.
Nella Chiesa primitiva esisteva già un “apostolato dei laici”; i laici collaboravano attivamente con gli apostoli e i presbiteri. S. Paolo accenna spesso al ministero dei laici e alla loro opera missionaria “per la costruzione del corpo di Cristo” (cfr. Efesini 4,12; Colossesi 1,28; 4,17;  1 Corinti 16,15-16; Filippesi 4,2-3). In seguito, per motivi vari collegati alle vicende storiche della Chiesa, si è arrivati a pensare che alla gerarchia e ai sacerdoti fosse propriamente affidata la missione salvifica della Chiesa; mentre i laici ne fossero solo i destinatari.
Il Concilio Vaticano II ha riscoperto la vera origine del ministero apostolico: l’essere incorporati a Cristo mediante il battesimo. Per questo tutti i battezzati hanno il diritto e il dovere di partecipare all’opera evangelizzatrice che Cristo ha affidato ai suoi discepoli: “Andate in tutto il mondo a predicare il vangelo a ogni creatura” (Marco 16,15).
I laici quindi in forza del battesimo sono chiamati da Dio a contribuire alla santificazione del mondo nel quale vivono, manifestando agli altri il Cristo Maestro, Sacerdote e Redentore. “Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Essi vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli gli impieghi e gli affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale ….Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall’interno, a modo di fermento, alla santificazione del mondo, mediante l’esercizio della loro funzione propria e sotto la guida dello spirito evangelico; e in questo modo, a rendere visibile Cristo agli altri, principalmente con la testimonianza della loro vita e col fulgore della fede, della speranza e della carità. A loro quindi spetta illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte secondo Cristo e crescano e siano di lode al Creatore e al Redentore” .
“L’apostolato dei laici è la partecipazione alla stessa missione salvifica della Chiesa…; i laici sono particolarmente chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze, in cui essa non può diventare sale della terra, se non per loro mezzo …grava quindi su tutti i laici il glorioso peso di lavorare, perché il divino disegno di salvezza raggiunga ogni giorno più tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra.”
“I laici quindi, anche quando sono occupati in cure temporali, possono e devono esercitare una preziosa azione per l’evangelizzazione del mondo …Perciò si applichino con diligenza all’approfondimento della verità rivelata e impetrino insistentemente da Dio il dono della sapienza”
“Ai laici dunque tocca assumere la instaurazione dell’ordine temporale, come compito proprio e, in esso, guidati dalla luce del vangelo e dal pensiero della Chiesa ….operare come cittadini e in modo concreto come cittadini cooperare con gli altri cittadini, secondo la specifica competenza e sotto la propria responsabilità, cercare dappertutto e in ogni cosa la giustizia del regno di Dio” .

 

Il laico domenicano

“I laici dunque derivano il loro dovere e il diritto all’apostolato dalla loro stessa unione con Cristo Capo …A tutti i cristiani quindi è imposto il nobile impegno di lavorare, affinché il divino messaggio della salvezza sia conosciuto da tutti gli uomini” .
Il compito è soprattutto apostolico, per questo la sua attività può essere svolta più facilmente e con maggiore efficacia se egli fa parte di una comunità apostolica. Le fraternite dei laici domenicani sono comunità apostoliche inserite nella grande famiglia dell’Ordine di S. Domenico.
Proprio in considerazione dei compiti che è chiamato ad assolvere nella Chiesa, il laico ha bisogno di una seria preparazione culturale e di una adeguata formazione spirituale. Tutto ciò i laici, desiderosi di partecipare alla missione evangelizzatrice della Chiesa e di vivere con fedeltà la propria vocazione di battezzati, possono trovare nelle fraternite laiche di S. Domenico.
“Sono moltissime le occasioni che si presentano ai laici di esercitare l’apostolato dell’evangelizzazione… mediante la testimonianza della vita e mediante la parola ai non credenti e ai fedeli …perché “l’amore di Cristo ci sospinge” (2Corinti 5,14)” .
I laici domenicani vivono il carisma proprio dell’Ordine: “la carità della verità”; sono cioè impegnati a conoscere la verità della fede e a viverla con generosa fedeltà nella vita di ogni giorno. Essi si distinguono per la loro vita spirituale e si dedicano al servizio della Parola di Dio. Fedeli alla propria vocazione si sforzano di plasmare se stessi secondo lo spirito di san Domenico, mediante la meditazione dei misteri divini, la preghiera comunitaria e privata e lo studio della verità divina.
E’ proprio infatti delle fraternite laiche di S. Domenico dare ai suoi membri una conoscenza sempre più profonda delle verità della fede insieme ad una formazione spirituale idonea a rendere sempre più disponibili ad accogliere e vivere il dono della sapienza; così da poter rendere una forte e perseverante testimonianza di fede con 1a vita e la parola ai credenti e a coloro che non sono stati ancora illuminati dalla luce di Cristo.

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Domenicani anche noi, laici.

  1. Il Laico e l’evangelizzazione
  2. Il Carisma dell’Ordine Domenicano
  3. Valori Essenziali nella Vita del Laico Domenicano
  4. Verità nella Vita
  5. Attualità delle Fraternite dei Laici di San Domenico